Mascherine chirurgiche, FFP2 o KN95: quale scegliere?

Mascherine chirurgiche, FFP2 o KN95: quale scegliere? Per contrastare la diffusione del Covid- 19 è essenziale proteggersi in modo corretto. Ma quali sono le norme di protezione più efficaci? Essenzialmente si possono riassumere in tre fondamentali step:
- Igiene: il lavaggio e la disinfezione delle mani sono la chiave per prevenire l’infezione. Bisogna quindi lavarsi le mani spesso e accuratamente con acqua e sapone per almeno 20 secondi. Se non sono disponibili acqua e sapone, è possibile utilizzare anche un disinfettante per mani a base di alcol con almeno il 60% di alcol.
- Distanziamento sociale: cercare il più possibile di mantenere la distanza di almeno un metro. Italia è infatti la misura standard di distanziamento stabilita sulla base di una decisione arbitraria degli scienziati che si riferisce alla distanza sicura per l’emissione di goccioline pesanti (droplets) da parte di una persona che non porta la mascherina.
- Protezione: Portare sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie e indossarli nei luoghi al chiuso e in tutti i luoghi all’aperto quando non possa essere garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
È fortemente raccomandato l’uso dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie anche all’interno delle abitazioni private in presenza di persone non conviventi.
Quando vanno usate le mascherine?
Indossare la mascherina è dunque un buon metodo per proteggersi e proteggere gli altri dal Covid -19. Ma cosa dice la legge? Quando vanno indossate? Il DPCM 3 novembre 2020 conferma l’obbligo di indossare le mascherine all’aperto e nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private (non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico).
Attenzione però, ci sono delle eccezioni! Non è infatti indispensabile rispettare tali obblighi nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi.
E’ bene ricordare che non sono soggetti all’obbligo di mascherina:
- i bambini al di sotto dei sei anni,
- le persone con patologie o disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina e chi li assiste/interagisce con loro.
- durante lo svolgimento dell’attività sportiva.
L’uso della mascherina aiuta a limitare la diffusione del virus, ma deve essere adottata in aggiunta ad altre misure di igiene respiratoria e delle mani.
Mascherina per Covid-19: quale scegliere?
In questo periodo di pandemia abbiamo, nostro malgrado, fatto conoscenza con i diversi tipi di mascherine. Ma quali sono i criteri di scelta delle mascherine di protezione? Come riconoscere le più adatte a noi? Vediamo insieme i diversi aspetti da tenere in considerazione:
- Tipo di maschera: le maschere di protezione si suddividono essenzialmente in mascherine chirurgiche e mascherine di protezione delle vie aeree (dispositivi di protezione individuale). Maschere chirurgiche e di protezione devono rispettare criteri di produzione e norme norme diverse perché progettate per assolvere a diverse funzioni. Le maschere chirurgiche, ad esempio, non nascono per proteggere la persona che le indossa, bensì coloro che rischiano di trovarsi nelle sue vicinanze e servono infatti a trattenere gli schizzi di liquidi biologici che l’utilizzatore potrebbero diffondere per via orale. Le maschere di protezione propriamente dette, invece, proteggono coloro che le indossano contro l’inalazione di agenti patogeni trasmessi per via aerea.
- Livello di protezione: tutti i tipi di mascherine in commercio devono rispondere ad apposite normative e regolamenti che possono variare da un Paese all’altro. Queste normative prevedono a loro volta una distinzione in classi, ognuna delle quali corrisponde a un certo livello di protezione. Prima di procedere all’acquisto di una mascherina di protezione sarà quindi opportuno consultare la normativa in vigore nel proprio Paese.
- Mascherina monouso o riutilizzabile: le mascherine chirurgiche sono dispositivi monouso mentre quelle di protezione, a seconda del modello, possono essere sia monouso che riutilizzabili. Nelle mascherine riutilizzabili si andrà a sostituire solamente il filtro.
- Durata di protezione: la durata della protezione offerta dai diversi dispositivi dipende dall’utilizzo e varia da un minimo di tre a un massimo di otto ore. Per sapere esattamente ogni quanto sostituire la mascherina è bene seguire le indicazioni del produttore.
- Comfort: le mascherine vengono prodotte in diverse taglie per meglio adattarsi al viso dell’utilizzatore. Per un maggior comfort, soprattutto in caso di lungo utilizzo, è possibile optare per mascherine dotate di valvola.
Mascherina chirurgica
- Strato interno: costituito in TNT in Polipropilene di tipo Spun Bond. Ha la capacità di catturare l’umidità espulsa con la respirazione e lasciare asciutto il viso.
- Intermedio: costituito da TNT in Polipropilene di tipo Melt Blown che permette di creare uno strato ad alta intensità di filato e fibre che conferisce un ottimo potere filtrante della mascherina e la capacità di bloccare il passaggio di particelle di piccolissime dimensioni.
- Strato esterno: costituito in TNT in Polipropilene di tipo Spun Bond solitamente coperto con un trattamento idrofobo capace di garantire un’ottima resistenza ai liquidi.
Le maschere chirurgiche sono dispositivi monouso che proteggono esclusivamente contro schizzi e goccioline di liquidi biologici e permettono di:
- evitare, al momento dell’espirazione dell’utilizzatore, la proiezione di goccioline di saliva o di secrezioni delle vie respiratorie superiori. Indossata dal personale medico, la mascherina chirurgica protegge il paziente e l’ambiente in cui si trova (aria, superfici, materiale, campo operatorio). Indossata dal paziente contagioso gli impedisce di contagiare chi si trova nelle sue vicinanze e di contaminare l’ambiente in cui si trova.
- solo in caso delle mascherine chirurgiche impermeabili, sono in grado anche di proteggere chi le indossa contro eventuali schizzi di liquidi biologici che potrebbero trasmettere un’infezione.
A chi sono adatte le mascherine chirurgiche?
Le mascherine chirurgiche forniscono una protezione nei confronti della diffusione di virus e batteri bloccando le goccioline di secrezioni respiratorie (droplet) emesse dalle persone malate che le indossano. Tuttavia le mascherine chirurgiche non proteggono l’indossatore nei confronti di aerosol fini che potrebbero contenere particelle infettanti. Sono indicate per la popolazione comune nell’utilizzo quotidiano perché proteggono chi ci circonda dal contagio.
Respiratori facciali o mascherine filtranti
Con questi termini vengono indicati tutti quei dispositivi di protezione individuale ad azione filtrante per la protezione delle vie respiratorie. Le mascherine filtranti sono dunque pensate per proteggere chi le indossa da aerosol finissimi che possono contenere virus e batteri. Proteggono in modo efficiente l’utilizzatore dal contagio dall’esterno.
Le mascherine filtranti corrispondono alla certificazione EN149 con l’anno di riferimento. In base alle loro performance e capacità di filtro si dividono in :
- Mascherine filtranti KN95 e FFP2: hanno la capacità di filtrare > 95% delle particelle con diametro di 2,5 micron
- FFFP3: mascherine filtranti che hanno la capacità di filtrare > 98% delle particelle con diametro di 2,5 micron
- Mascherine KN95, FFP”, FFP3 con valvola di espirazione: hanno analoghe capacità di filtrazione delle precedenti ma, in più, sono dotate di valvola. La valvola non ha alcun effetto sulla capacità filtrante del dispositivo ma assicura un maggior comfort, soprattutto in caso di utilizzi nel lungo periodo. Permette infatti la fuoriuscita dell’aria calda evitando la formazione di umidità e condensa.
Mascherine FFP2
Le mascherine di classe FFP1 assicurano un primo livello di protezione delle vie respiratorie in ambienti polverosi e che contengono particelle in sospensione. Si tratta quindi di maschere semi-facciali antipolvere. Hanno una capacità filtrante di almeno l’80% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno minore del 22% ma non sono idonee per la protezione da agenti patogeni che si trasmettono per via aerea.
La mascherine FFP2 offrono invece un secondo livello di protezione delle vie respiratore. Sono in grado di proteggere le vie respiratorie da polveri, nebbie e fumi di particelle con un livello di tossicità compreso tra il basso e medio la cui concertazione arriva fino a 12 volte il valore limite previsto dalla normativa. Hanno una capacità filtrante di almeno il 94% delle particelle sospese nell’aria e una perdita verso l’interno minore dell’8%.
Le mascherine FFP2 possono essere contrassegnate con la lettera (R) per “Riutilizzabili” o (NR) per “Non riutilizzabili”. La maggior parte delle mascherine FFP2 non sono riutilizzabili. Sono dispositivi di protezione che, col passare del tempo, perdono progressivamente la loro efficacia. Per questo motivo, la durata di una mascherina FFP2 si aggira attorno alle 8 ore, pari a un orario di lavoro giornaliero. Se invece viene indossata mantenendo costantemente le distanze di sicurezza, in ambienti a basso rischio, la mascherina deve comunque essere gettata al raggiungimento delle 8 ore, perché la respirazione e l’esposizione all’umidità ne compromettono progressivamente la capacità filtrante e l’integrità fisica. Una volta diventate ben umide, le mascherine FFP2 vanno smaltite.
Mascherina KN95
Oltre alle norme fin qui citate, altre normative riguardano la classificazione del materiale filtrante. In Europa, la EN 143 identifica tre categorie di filtri per polveri in base alla loro efficienza filtrante: la classe P1 in grado di fornire protezione da polveri solide, e i filtri P2 e P3, classificati in base alla loro capacità di filtrare soltanto particelle solide o particelle solide e nebbie.
Analogamente, anche negli Stati Uniti, l’Istituto per la sicurezza e la salute sul lavoro ha definito alcune categorie di filtri antiparticolato in base alla resistenza agli oli (N, non resistente gli oli, e R, resistente agli oli), alla impermeabilità agli oli (P), e alla capacità filtrante.
La dicitura:
- N95 indica un filtro antiparticolato non resistente agli oli in grado di filtrare il 95% delle particelle sospese nell’aria.
- La dicitura N99 indica un filtro antiparticolato non resistente agli oli in grado di filtrare il 99% delle particelle sospese nell’aria
- N100 indica un filtro antiparticolato non resistente agli oli in grado di filtrare il 99,97% delle particelle sospese nell’aria.
Le mascherine KN95 sono certificate nella Repubblica Popolare Cinese, in base agli standard imposti dal regolamento GB2626-2006. Il regolamento specifica requisiti tecnici, metodi di prova e marcatura dei respiratori dotati di filtro protettivo che purificano l’aria dalle particelle potenzialmente nocive.
Quali sono le principali differenze?
In base alla certificazione, sul mercato troviamo tre grandi tipologie di mascherine filtranti facciali:
- Le mascherine FFP2: hanno certificazione Europea
- mascherine N95: hanno certificazione americana
- Le mascherine KN95: hanno certificazione cinese
In base alla capacità filtrante, abbiamo:
- Mascherine FFP2: 94% di capacità filtrante
- Le mascherine N95: 95% di capacità filtrante
- Mascherine KN95: 95% di capacità filtrante
Quale mascherina usare contro il Coronavirus?
In commercio esistono diverse classi di mascherine e la tipologia da acquistare dipende dal rischio cui si è esposti e dal livello di protezione che si desidera avere. Nell’attuale contesto di emergenza e carenza di Dpi è quindi opportuno scegliere la mascherina in funzione del rischio di trasmissione di Sars-Cov-2 a cui si è esposti. Le mascherine chirurgiche devono essere utilizzate da persone positive o potenzialmente positive al Covid-19.
Le FFP2 sono indicate a chi è esposto a un rischio medio-basso e utilizzate dagli operatori sanitari che assistono positivi o potenzialmente positivi. Le mascherine FFP3 sono per chi è esposto ad alto rischio e devono essere indossate da medici e operatori sanitari che assistono soggetti infetti o potenzialmente infetti, in particolare durante manovre che producono maggiore aerosolizzazione come intubazione, broncoaspirazione a circuito aperto e broncoscopia.
Come usare e smaltire correttamente le mascherine
Il Ministero della salute ha fornito indicazioni precise su come indossare la mascherina; ecco le principali raccomandazioni:
- prima di indossare la mascherina, lavati le mani con acqua e sapone (per almeno 40-60 secondi) o con una soluzione alcolica (per almeno 20-30 secondi)
- indossa, manipola e togli la mascherina toccando solo gli elastici o i legacci, avendo cura di non toccare la parte interna
- accertati di aver indossato la mascherina nel verso giusto (ad esempio nelle mascherine chirurgiche la parta colorata è quella esterna)
- posiziona correttamente la mascherina, facendo aderire il ferretto superiore al naso e portandola sotto il mento
- se durante l’uso si tocca la mascherina, si deve ripetere l’igiene delle mani
- non riporre la mascherina in tasca e non poggiarla su mobili o ripiani
- quando diventa umida, sostituisci la mascherina con una nuova e non riutilizzarla: sono maschere mono-uso
- gettala immediatamente in un sacchetto chiuso e lavati le mani
- in caso di mascherine lavabili, procedere alle operazioni di lavaggio a 60°C con comune detersivo o secondo le istruzioni del produttore. I produttori indicano anche il numero massimo di lavaggi possibili senza riduzione della performance della mascherina
- dopo avere maneggiato una mascherina usata equando ci si toglie la mascherina, effettua il lavaggio o l’igiene delle mani
L’Istituto superiore di sanità ha prodotto alcuni materiali per mostrare come usarle e smaltirle correttamente. Mascherine e guanti vanno smaltiti con i rifiuti indifferenziati, ma per precauzione vanno sempre posti prima dentro un altro sacchetto chiuso, per evitare contatti da parte degli operatori ecologici. Al momento non è infatti noto il tempo di sopravvivenza dei coronavirus nei rifiuti.